martedì 22 ottobre 2019
venerdì 18 ottobre 2019
§ 340 181019 L. Siciliani, 'Giovanni Francica', capitoli V e VI.
Per questa puntata doppia razione, dedicata ai quei 'capitosti' di visualizzatori, nonché potenziali lettori, di questo romanzo, ben 45...! Non disperate, sono 24 capitoli, 323 pagine, nell'edizione 'milanese' del Quintieri, 1910, mentre nel mio rifacimento grafico sono solo 113: con questa 'puntata' arriviamo a pagina 43, quindi, un altro sforzo, e poi, se vi interessa leggere... adduv c'è gustu un c'è perdenza!
Cià,
Catàuru.
lunedì 14 ottobre 2019
§ 339 141019 L. Siciliani, 'Giovanni Fràncica', cap. IV.
Nonostante il ferreo ostracismo decretato da molti 'cirotani di terra e di mare' nei miei confronti, continuo nel mio intento, o progetto, e forse 'visione'. Non è facile destreggiarsi in mezzo ai mulini a vento o attendere la rotta in un oscuro scenario pirenaico, ma chi ama il Chisciotte o l'Orlando -quando non entrambi- non ha certo paura del giudizio non fondato su dati ma solo su amicizie e convenienze, né tampoco teme gli inciampi, le miserabili trappole tese lungo il cammino che porta alla realizzazione di una idea. Ci vuole altro, ben altro...
Capisco che la mia voce, o semplice virtuale presenza, possa dare fastidio a quanti vorrebbero ridurre la conoscenza e lo studio della cultura locale a materia essoterica, per 'amici' e 'amici degli amici', ma non posso esimermi dal continuare, senza nulla chiedere a nessuno, in assoluto silenzio e anche disdegno verso ben identificabili individui.
Purtroppo ho redatto un vocabolario del cirotano, sostenuto e aiutato dai tanti iscritti al gruppo 'Note di dialetto cirotano', composto da centinaia di persone, tra le quali molte mi hanno significato sincera stima e affetto, pur coabitando, nel gruppo medesimo, con altri personaggi animati da intenti diametralmente opposti. La cosa incredibile è che sembra che l'apparizione del 'Repertorio lessicale della parlata di Cirò e della Marina', che risale al novembre 2017, abbia potuto dare fastidio, ed il volume essere non già accolto, ma addirittura ignorato e rifiutato come se mai fosse stato pubblicato: a me questo non interessa, non mi tocca, quello che ho fatto non era destinato, in un certo senso, al mio presente personale, ma al prossimo, a chi vorrà servirsene (non oso dire 'farne tesoro', me ne guardo bene), quale testimonianza di una forma dialettale, di un modo di parlare che ha avuto un suo senso in questi luoghi che si chiamano, attualmente, Cirò e Cirò Marina, tutto qui. Dell'arrivare a ferirmi con offese che mi giungono per interposte persone non saprei cosa dire: testimoniano di una piccolezza morale che non merita considerazione, almeno non da parte mia. Certo, fino a quando ho pubblicato mie ricerche sul lessico 'alecino' e sulla storia locale andava tutto bene, era una vera comodità, una fonte, per buona o cattiva che fosse, alla quale attingere, senza troppa fatica e senza nulla dover riconoscere allo scrivente, allora come oggi, nemmeno una citazione, della quale non saprei cosa farmene, a dire il vero.
Comunque, basta lagna e passiamo al quarto capitolo del 'Giovanni Francica'... la strada è ancora lunga, fino alla XXIV puntata, e siamo solo alla quarta.
Ah, dimenticavo, per la crònica (cirotanamente intesa), la seconda edizione del 'Repertorio lessicale cirotano', se mi deciderò a farla pubblicare, è quasi pronta, sono solo seicento paginette fitte fitte corpo carattere 10,5... bazzecole, per il Chisciotte o per il buon Orlando.
domenica 13 ottobre 2019
§ 338 131019 L. Siciliani, 'Giovanni Francica', capitolo III.
Personaggi e interpreti del II capitolo:
Sofia Fráncica;
Sua
madre, donna Filomena;
Istitutrice (di Sofia) napoletana 'grassa e pacifica';
I fratelli Pietro e Giovanni Fráncica (Sofia Francica 'dei
suoi due fratelli, Pietro e Giovanni, portava
odio ed affetto al primo, per la lunga consuetudine di vita durata con lui, ammirava ed adorava il secondo, quasi sempre lontano, senza perfettamente
capirlo);
Nicodemo
Nìcito;
Lucrezia,
una donna attempata, che dopo essere stata molti anni al servizio dei Nìcito
era passata a quello dei i Fráncica;
Don
Francesco Antonio Nìcito, padre di Nicodemo e indicato come 'il padrone grande';
donna
Mariangela Fráncica, 'l’ultima
superstite delle vecchie generazioni della famiglia, la sorella del nonno di
Sofia';
don
Pasquale Chiaromonte, il
medico;
l’arciprete;
Donna
Ottavia Serleto;
una
stretta parente dei Fráncica;
Giuseppe
Serleto, il parente più prossimo, discendente da un bastardo dei Fráncica;
Michele Perrotta, l’amico più
intimo;
Francesco
Murge, un altro degli amici di Pietro;
il fattore dei Nìcito;
don
Mattia Casópero.
lunedì 23 settembre 2019
§ 337 230919 L. Siciliani, Giovanni Fràncica, capitolo II, con note.
Brevissime note: non buona sorte postuma è
toccata, come spesso capita, a Luigi Siciliani, tenuto deliberatamente da parte
come personalità, avendo egli ricoperto un ruolo ministeriale (fu sottosegretario)
in epoca fascista, cosa della quale, in fondo, non ebbe troppo a giovarsi,
poiché morì nel 1925, appena tre anni dopo l’avvento del fascismo; della sua
opera si giovò, al contrario, la fortuna archeologica della Magna Grecia, dal
momento che, grazie anche alle insistenze del Siciliani, Paolo Orsi ‘si
convinse’ della possibilità di rinvenire il tempio di Apollo Aleo tra le
maremme, i mammelloni e le colmate della bonifica nelle vicinanze di Punta
Alice; per le critiche al Siciliani come poeta e narratore dirò: de gustibus;
per le critiche al Nostro quale facitore di cultura mi permetto di dire: calma!
Siamo di fronte ad un signore che poteva guardare negli occhi gli uomini di
cultura a lui contemporanei, italiani e stranieri, senza timori reverenziali, e
per quanto riguarda le traduzioni dal greco, latino, francese, inglese, tanto
di cappello e di rispetto: tradurre è una operazione difficilissima, quando
fatta in maniera coscienziosa e rigorosa, ed è il mezzo col quale la cultura e
il sapere vengono allargati al maggior numero possibile di fruitori in altre
lingue.
Si notino,
nel primo capitolo, la condanna, per nulla velata, di un certo atteggiamento
del ‘padroncino’ che dispone a proprio piacimento della contadina Giovanna,
nonché, sempre a carico del giovane Nìcito, del disinteresse di questi per le sorti
e le condizioni della Calabria e del suo decadimento, del quale il Siciliani
non esita a parlare: ‘Nicodemo intanto, per niente pensoso delle sorti antiche
o presenti della sua terra, lasciata la sua casa di campagna, trottava sopra un
bellissimo baio della buona razza calabrese, verso la Marina , dove s’aspettava di
conoscer l’esito di un altro suo piacevole intrigo, la cui trama egli era
venuto tessendo a danno di un suo amico balordo avanzato in età’. Non so se si
capisce bene che Siciliani condanna quel ceto dal quale egli stesso proviene,
cosa che gli fa onore... o no? Mi fermo qui, ma ci sono ancora tanti aspetti
più meno evidenti da scoprire, che avremo modo di sottolineare.
Ora cambiamo argomento e passiamo ad un primo
riepilogo dei personaggi del primo capitolo e alla pubblicazione del secondo.
Buona lettura,
Catàuru.
PERSONAGGI DEL PRIMO
CAPITOLO, PIU’ O MENO IN ORDINE DI APPARIZIONE: nel dipanarsi del romanzo verranno
aggiunte altre brevi note come promemoria per gli eventuali lettori.
*****************
Nicodemo Nìcito, il protagonista di
questo primo capitolo, intrattiene una relazione con Giovanna, o meglio si
giova dei di lei favori sessuali;
Giovanna, ‘contadina bruna e pienotta’,
moglie di Pietro Prantera e amante, o succuba, di Nicodemo Nìcito;
Pietro Prantera, marito di Giovanna,
emigrato negli USA;
Francesca Monaco, ‘portava i
mmasciàti’, diremmo cirotanamente;
don Pietro Fráncica;
zu Pasquale;
Mamma e fratello di Giovanna;
don Pietro Paolo Curopati, il
sindaco;
don Francescantonio Nìcito, padre di
Nicodemo, ‘il padrone’, u paţrunu;
don Nicodemo Costantini, zio di
Nicodemo Nìcito;
Ercole Bitetto, farmacista, esordisce con un ruolo non certo
esaltante: la sua amante Carolina si concede anche a Nicodemo Nìcito;
Carolina, amante contesa ma non troppo tra Nicodemo Nìcito ed
Ercole Bitetto;
Madre di Carolina, e di costei
avviatrice al mestiere più antico del mondo o qualcosa di simile;
Nicola, ‘marinaio’: il termine è
usato nell’accezione cirotana, dove ‘marinaru’ sta per ‘pescatore’;
Cuoco di don Nicodemo Costantini,
esordisce in stato di ebbrezza, per quanto apprezzato nel suo mestiere (‘Gli
perdonerà, tuo zio, gli perdonerà. Un cuoco che sappia fare una bella figura,
come quell’ubbriacone quando vuole, è difficile trovarlo!’);
La figlia dei Fráncica, a lei si
accenna per un matrimonio da combinare con Nicodemo Nìcito.
sabato 21 settembre 2019
§ 336 210919 Luigi Siciliani, Giovanni Fràncica, cap. I. Versione grafica di Cataldo Antonio Amoruso.
Si presenta qui il testo completo del Giovanni Fràncica, romanzo di Luigi Siciliani rielaborato graficamente dal sottoscritto. Se l'opera susciterà interesse nei miei due o tre lettori -ché ormai a cinque non arrivano più- proseguirò con la pubblicazione, altrimenti e comunque... buona lettura del primo capitolo.
Cià, Catàuru.
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